Infezione da HIV: non puoi eliminarla ma la puoi controllare

Ad oggi, non vi sono cure in grado di eliminare l’HIV e, quindi, di guarire dall’infezione. Esistono però terapie capaci di controllare il virus trasformando l’infezione in una malattia cronica; si tratta dei farmaci antiretrovirali, i quali, se assunti in modo costante e secondo le indicazioni, permettono di condurre una vita del tutto normale.

Essere costanti può cambiare le cose

Dalla zidovudina, il primo farmaco antiretrovirale introdotto nel 1987, la ricerca è andata avanti e oggi disponiamo di un ventaglio di farmaci con diversi meccanismi d’azione: questi farmaci sono spesso somministrati in combinazione, al fine di ridurre il più possibile l’insorgenza di ceppi virali resistenti. La terapia che viene spesso consigliata ai soggetti sieropositivi è la cosiddetta Haart (Higly Active Anti-Retroviral Therapy), una combinazione di antiretrovirali che risulta molto efficace.

Grazie a questi farmaci, l’infezione da HIV è tenuta sotto controllo nel lungo periodo, ma risulta di fondamentale importanza essere costanti e precisi nell’assunzione degli antiretrovirali per diversi motivi: controllare l’infezione ed evitarne lo sviluppo in AIDS, la sua forma più grave, evitare che il virus continui ad attaccare il sistema immunitario, limitare la possibilità di infezioni opportunistiche e, infine, scongiurare la trasmissione ai partners.

Il trattamento dell’HIV riduce la carica virale nel sangue

Come già accennato, non possiamo curare l’infezione da HIV, ma possiamo tenerla sotto controllo: i farmaci antiretrovirali, infatti, mediante diversi meccanismi d’azione, abbassano la concentrazione di virus dell’HIV presente nel sangue. Questa carica virale può essere misurata mediante alcuni esami, tra i quali:

  • La conta dei linfociti T CD4+, ovvero una tipologia di globuli bianchi del sangue che vengono particolarmente colpiti dal virus in caso di infezione;
  • Il test per la quantificazione dell’RNA del virus HIV nel sangue.

U=U, cosa significa?

I trattamenti contro l’infezione da HIV possono abbassare la carica virale anche di molto, fino ad arrivare a meno di 200 copie di HIV per millilitro di sangue, una condizione detta di “soppressione virale”, ma lo scopo ultimo della terapia antiretrovirale è quello di abbattere la carica così tanto da non poterla più rilevare: si parla in questo caso di “carica virale non rilevabile”.

Ma perché è così importante raggiungere questo risultato?
Negli ultimi anni, la comunità scientifica si è trovata sempre più d’accordo sul fatto che una carica virale stabilmente non rilevabile per almeno sei mesi renderebbe pressoché nullo il rischio di trasmissione sessuale dell’HIV ad un soggetto sieronegativo: si tratta del concetto di “U=U” ovvero “Undetectable=Untransmittable” (Non rilevabile=Non trasmissibile).

Raggiungere questo risultato significa quindi abbattere quasi del tutto il rischio di trasmissione e, di conseguenza, di diffusione del virus nella popolazione. È utile sottolineare che questa condizione è quanto più raggiungibile se l’infezione viene diagnosticata precocemente, per cui è fondamentale ribadire l’importanza di eseguire i test per l’HIV, periodicamente o ogni qual volta si abbia il sospetto di averlo contratto e, in caso di positività, di iniziare immediatamente e di seguire il più fedelmente possibile la terapia prescritta dal proprio medico.

Infine, è necessario ricordare che, anche nel momento in cui la carica virale risulta non rilevabile e, di conseguenza, il rischio di trasmettere l’HIV ai partners è quasi nullo, bisogna continuare ad utilizzare tutte le precauzioni, primo tra tutti il preservativo, utili a proteggersi e proteggere da tutte le altre malattie sessualmente trasmissibili come la candida, il papilloma virus, la gonorrea, l’epatite B o C.

 


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